Dedicato....

Ai cani perduti su questa terra, che vagano di notte per le deserte e ostili strade del regno umano, anche in questo momento, tra queste righe fitte fitte. Uccisi dalle macchine, dall'uomo e da infinite insidie. Randagi nelle guerre, affamati nelle deportazioni, esuli nei terremoti e nelle inondazioni, naufraghi, abbandonati a loro stessi e traditi.
A un cane bianco, venuto dritto dritto dalla luna nella mia vita, a bordo di un camion, senza far rumore, a un cane piccolo piccolo, per cui, ancora oggi, dopo anni, fioriscono lillà e splendono giacinti, brilla una luce nel buio e, di tanto in tanto, spuntano due ali nella notte...
A chiunque sia tornato indietro per gli occhi di un cane di cui non conosceva il nome...

sabato 4 luglio 2009

Addestramento e nevrosi!

Dal nostro punto di vista il cane deve essere sempre tutelato,anche e sopratutto durante le sessioni di lavoro,tanto si è detto su come addestrare il nostro amico tenendo conto dell'enorme stress che deve subire,sebbene positivo una sessione di lavoro per il cane è sempre molto stancante,
quindi per gentile concessione dell'amica Renata Fossati pubblico un Suo articolo molto interessante.

Sergio


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Come ottenere risultati senza stressare l?allievo
Fiuto, addestramento e nevrosi
Il cane possiede 220 milioni di recettori, l?uomo appena 5 milioni. A scuola per gioco

Gli studi sull’evoluzione del comportamento canino sono, attualmente, motivo di interesse e discussione in diversi paesi. Dal Belgio, dove J. Dehasse, veterinario esperto di comportamento, ha delineato, attraverso esperimenti approvati scientificamente, il percorso cognitivo raffinato che il cane mette in atto nell’apprendere e immagazzinare informazioni; alla Germania, dove un Border Collie non solo ha dimostrato di riconoscere oltre 200 parole tra ordini ed oggetti ma, addirittura, ha dato prova di saper discriminare quando gli è stato chiesto di riportare, dalla stanza attigua, un oggetto che lui non aveva mai visto, posto tra 19 oggetti da lui conosciuti: dopo aver passato in rassegnatutti gli oggettigià noti, è tornato nell’altra stanza con in bocca “l’oggetto che non conosceva”.
Per deduzione spontanea, aveva tralasciato tutti gli oggetti che non corrispondevano alla richiesta ricevuta. Negli Stati Uniti, accanto ai cani addestrati per la ricerca delledroghe (marijuana, cocaina, heroin, crack cocaina, methamphetamine, ecstasy), troviamo anche cani addestrati per la ricerca di armi, diesplosivi e composti chimici esplosivifino a 19.000 combinazioni possibili (FBI web site). Inoltre cani per la ricerca di cadaveri o resti di cadaveri, anche sott’acqua.
Negli ultimi vent’anni si sono affermati gli “arson dogs”, ovvero cani da ricerca di idrocarburi, impiegati negli incendi dolosi o sospetti tali. Questi cani sono in grado di ritrovare tracce infinitesimalidi “accelerants”,definizione di composti chimici quali liquidi o gas infiammabili in grado di aumentare la velocità di una reazione chimica,sia nei resti dell’incendio che sugli abiti delle persone che le hanno maneggiate: per esempio nel caso in cui un piromane rimanga a lungo sul postoper assistere allo spettacolo da lui stesso provocato.
Anche nel nostro Paese il fiuto dei cani è abbondantemente utilizzatodai Corpi diPolizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Protezione Civile, Forestale, Croce Rossa eVigili del Fuoco, come a Bologna dove un Labrador nero di nome Jolly (certificato Forensic K9 Support Service) viene utilizzato come arson dog. Le tecniche di addestramento dei cani, quindi, hannosubito nel tempo una trasformazione sempre più raffinata e mirata, che sipoggiasulla consapevolezza che l’uomo ha raggiunto nei confronti dell’intelligenza dei cani e delleloro capacità di interazione .
È questoun traguardo notevole, poiché il raggiungimento degli obiettivi prefissati viene ottenuto attraverso un percorso “positivo”, basato sul gioco e sulla ricompensa, affinché il cane possa sviluppare nei confronti dell’addestratore un senso di fiducia e di partecipazione, che sono la chiave di volta per aprire la mente del cucciolo all’apprendimento. Abbiamo sin qui parlato di cani addestrati per diverse mansioni ma che hanno in comune un denominatore biologico,essenziale alla sopravvivenza: il fiuto.
È risaputo che il che naso dei cani, rispetto a quello dell’uomo, possiede una capacità olfattiva grandemente superiore, infatti, contiene 220.000.000di ricettori, controquello dell’uomo che ne possiede soltanto 5.000.000. Quindi, partendo da una “dote” naturale estremamente efficace che il cane possiede, l’uomo, nel corso dei secoli, ha cercato di ricavarne profitto, benessere e sicurezza per se stesso e per l’intera comunità. Anche i cani da caccia rientrano in questa categoria poiché sono stati per l’uomo validi ausiliari nella lottaper la sopravvivenza della specie, e ora lo sono per la pratica di uno sport che fa parte della cultura umana, a qualunque latitudine.
Recentemente ha suscitato un certointeresse un tipo di addestramento denominato “allerta passiva”, che si differenzia dall’allerta attiva poiché il cane anziché abbaiare o raspare, semplicemente “si siede” davanti alla fonte odorosa e aspetta l’ordine del conduttore per spostarsi ed essere “gratificato”. È tutto basato sul gioco,abituando il soggetto sin da cucciolo e sfruttandoparticolari strategie, questo tipo di addestramento consente di ottenere risultati eccellenti.
Creato soprattutto per la ricerca di esplosivi,viene anche utilizzato per la ricerca di droghe poiché aiuta a evitare spiacevoli incidenti, come grattare in maniera troppo poderosa la carrozzeria di una macchina o i pantaloni di un individuo.È stato rilevato che questo tipo diprocedimento non induce nel cucciolo alcun tipo di stress per il semplice fatto che il percorso messo in atto rispetta le regole del gioco: si cerca, si trova e si viene gratificati. E ancora, sedurante l’addestramento il cucciolo fallisce la ricerca, lo si aiuta in maniera tale da permettergli di concludere l’esercizio.
Un altro impiego che riguarda il fiuto dei cani è stato messo in grande evidenza durante un corso di formazione promosso dal Ministero della Difesa, tenutosi a Roma nel giugno 2005, dal titolo: ” MINE ACTION: Aspetti Multidisciplinari dello Sminamento Umanitario”. È venuto fuori che i cani rivestono un ruolo davvero interessante, poichériescono a scovare mine che altri strumenti (macchinari, nasi elettronici) non sono in grado di rilevare poiché prive di componenti metallici, in quanto fatte di plastica . Ecco alcuni dati forniti:…” nel 2003 sono stati calcolati: 750 cani impiegati in 23 paesi, con 25 organizzazioni coinvolte (tra cui le italiane). Obiettivi raggiunti: bonifica strade; riduzione d’area; mine inesplose; bonifica dopo l’intervento dei macchinari; bonifica ferrovie; bonifica campi di battaglia.
L’impiego dei cani ha migliorato del 200 - 700% verso lo sminamento manuale.Limiti operativi dei cani: quando c’è troppa vegetazione; campi diversamente minati; piogge forti; caldo torrido; fili d’inciampo (nel caso in cui non abbiano avuto l’apposito addestramento). Riguardo al tipo di addestramento usato,vengono generalmente impiegati due sistemi: il gioco, attraverso l’allerta passiva oppure, attraverso il cibo…”Quest’ultimo comporta un fattore di rischio (ansia)poiché la ricerca è condizionata dal cibo che il cane ottiene solo dopo aver scovato la fonte odorosa e solo dalle mani del suo istruttore.
È anche stato lamentato che le tecniche di addestramento, nei vari paesi coinvolti, sono ancora troppo differentitra loro e ciò non aiuta la ricerca di una metodologia univoca e redditizia. Questa affermazione è applicabile a tutte le aree addestrativee invita ad una riflessionesulle metodologie impiegateche, partendo dal metodo coercitivo, oggi, fortunatamenteabbandonato dai più, è passato al comportamentismo per approdare poial cognitivismo.
È, quest’ultimo,uno strumento formidabile che contiene al suo interno almeno tre importantifattori che non andrebbero mai trascurati durante la scelta e l’addestramentodei cani: il primo è riferitoalla conoscenzadelle caratteristiche attitudinali epsichiche sia dalla razza (memoria di ceppo) chedelle linee di sangue interessate (memoria genetica recente); il secondoriguarda l’attenzione e il rispettonei confrontidella sfera cognitiva ed emozionale del cucciolo; il terzo consiste nella capacità dilettura dei segnali di stress che il cane manda anche in età adulta.
Se le statistiche hanno un senso, esseci dicono che una considerevole percentuale dei cani, addestratipermolte delleattività elencate in precedenza, sono stati scartati per: aggressività ingiustificata;fobie di varia natura; comportamenti ansiogeni; timidezza; apatia. È significativo riscontrare che,dell’inadeguatezza di questi soggetti, vengano osservatisempre gli effetti….e quasi mai indagate le cause. Sembrano manifestare, nella maggioranza dei casi, forme di nevrosiche possono essere sia di origine ambientale (in gran parte),che costituzionale. Le primeinsorgono quando il soggetto vive una condizione stressante, costretto tra un’istanza repressiva (regole di vita e di addestramento inadeguate) e un’istanza di libertà (desiderio di allontanarsidall’ambiente che causa sofferenza). Le seconde poggiano su elementi costituzionali come,per esempio, la timidezza o comportamenti ansiogeni.
È stato oltremodo verificato che un addestramento inadeguato non farà altro che amplificare queste problematiche, causando sofferenze erendendo il soggettopoco affidabile. Da ciò si deduce chesi rende sempre più necessaria una profonda conoscenza delle psiche dei cani da parte degli operatori del settore.Analizziamo,come esempio, una fobia molto conosciuta, cioè la paura dello sparo o dei botti e chiediamoci:può essereun fattore ereditario? Certamente no: non si eredita la paura dello sparo, semplicemente perché questo è un fattore acquisito attraverso un’esperienza negativa.
La domanda che dovremmo porci dovrebbeessere: perché alcuni cucciolihanno paura degli spari e altri no? La risposta sta nei tre fattori che abbiamo elencato sopra: conoscenza, rispetto e cura. D’altraparte, ignorando queste regole elementari, si rischia di portare avanti, nei vari tipi di addestramento,un soggetto inadeguato, sottoponendolo a inutile stress, con spreco di energie enotevoli risorse economiche.
Renata Fossatiwww.fossatirenata.it

venerdì 19 giugno 2009

ZONE ADDESTRAMENTO!

Sappiamo quanto sia difficile allenare i nostri cani(per dirla tutta anche lasciarli liberi...!!!)
Infatti il proprietario di cani a mio avviso è considerato un cittadino di serie B o anche C,viste le limitazioni imposte...
cmq chi vuole addestrare un Retriever ha molte difficoltà anche se vuole allenarlo sulla simulazione(con dummy e riportelli)oltre ai terreni sicuri e vari è bene usare lo sparo,richiami ecc...percui,fatto salvo per i fortunati che dispongono di un terreno privato se non si vuole incorrere in pesanti sanzioni consiglio di rivolgersi agli uffici faunistici venatori Comunali,Provinciali o Regionali in base a una normativa specifica vigente.
Buon divertimento!!!

Sergio


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ZONE ADDESTRAMENTO CANI CACCIA (Legge 157/92; L.R. 7/95; D.G.R.M. 4/7/00)
Soggetti interessati:
Associazioni venatorie e cinofile, imprenditori agricoli, singoli o associati, che intendono effettuare addestramento, allenamento e gare di cani da caccia, anche su fauna selvatica o con abbattimento fauna di allevamento
Iter procedurale:
Provincia, verificata compatibilità con piano faunistico venatorio, autorizza istituzione zone destinate ad allevamento ed addestramento cani da caccia ed alle gare cinofile gestite da:
a) Associazioni venatorie riconosciute. Hanno carattere temporaneo (Permanente solo se di notevole
interesse cinotecnico e su terreni demaniali), limitato a durata allenamenti o prove. Su parere
Istituto Nazionale Fauna Selvatica possono interessare anche oasi protezione, zone
ripopolamento, parchi regionali. Divieto abbattimento;
b) Associazioni cinofile. Hanno estensione di 3.000 ha. con carattere permanente, salvo revoca.
Possono essere utilizzate per tutto l'anno con divieto abbattimento e caccia;
c) Associazioni professionali addestratori cinofili. Superfice da 3 a 50 ha. con carattere permanente,
destinate ad allenamento cani, anche con abbattimento fauna di allevamento delle specie cacciabili.
Periodo di funzionamento fissato da Provincia;
d) Imprenditori agricoli, singoli o associati. Estensione inferiore ad 1 ha., destinate ad addestramento
cani da tana, recintate.
Provincia può istituire anche zone recintate, di estensione inferiore a 100 ha., per allenamento cani da seguito con presenza di cinghiale.
Provincia, previo consenso proprietari o conduttori fondi agricoli, può autorizzare gare cinofile con selvaggina liberata in territorio non vincolato.
Fuori zone autorizzate, addestramento consentito per anno 2000 per 5 giorni settimanali (Esclusi martedì e venerdì), dalle ore 6,00 alle ore 20,00 a partire da 13 Agosto fino a 31 Agosto
Addestramento consentito su stoppie, calanchi, terreni incolti, boschi, prati naturali ed artificiali "a condizione che non arrechi danno alle colture", mentre è vietato entro 500 m. da confine con aziende faunistico-venatorie ed aziende agrituristiche venatorie.
Ogni cacciatore può allenare contemporaneamente solo 2 cani da cerca o da ferma e non più di 6 cani segugi (Limiti non validi per caccia alla volpe od al cinghiale "svolta in battuta").
Provincia può ridurre periodo ed orario di addestramento.
Sanzioni:
Chiunque non rispetta divieti su norme addestramento cani: multa da 200.000 a 1.2000.000

venerdì 5 giugno 2009

Labrador--il parere dell'esperto!-parte seconda-

Grazie ancora al contributo dell'amica Debora aggiungiamo un altro anello basilare riguardante le visite per mamma e cucciolo.

Sergio Pozzali.





LE VISITE PER MAMMA E CUCCIOLO:
L’importanza della presenza del Medico Veterinario si ritrova non solamente dopo la nascita dei cuccioli, bensì sin da quando si pensa di far accoppiare la femmina.
Il Medico dovrà essere esperto in Riproduzione Animale, per poter seguire il proprietario nelle varie fasi che vanno dall’inizio del calore, periodo definito proestro, caratterizzato dalle perdite ematiche, periodo, in genere, non fertile per la cagna, che va comunque monitorato per accertare che la nostra femmina stia affrontando un “calore” normale, sino al suo termine.
Il Veterinario che seguirà la nostra femmina avrà cura di analizzare i livelli di progesterone e la citologia vaginale per suggerirci il momento più opportuno per la monta ed eventualmente anche il periodo consigliato per la durata della stessa, onde evitare di stressare eccessivamente la cagna ed il maschio. Troppe monte, a mio parere, non sono consigliabili in due soggetti giovani: prima di tutto un maschio giovane ha una vitalità degli spermi superiore a quella riscontrabile in maschi più anziani, parimenti una femmina di due-tre anni sarà in grado di produrre un maggior numero di ovuli fertili rispetto ad una di età più avanzata.
Pertanto, dal momento che in un serio allevamento non è importante che i cuccioli siano numerosi, ma che siano gestibili e che stiano tutti bene, attenzioniamo questa importante fase, seguiti da un professionista, per non sovraccaricare la mamma.
Le visite alla mamma non sono finite: solitamente intorno al 25-28° giorno dalla monta procedo ad uno screening ecografico per evidenziare la gravidanza ed il battito cardiaco dei feti, cosa che mi fa star tranquilla circa la loro salute. Successivamente, intorno al 45° giorno, procedo alla “conta”, attraverso una radiografia addominale, per poter verificare quanti cuccioli dovrò attendermi e preventivare gli interventi necessari al sostegno della mamma nel momento del parto (spazi, alimentazione mirata, e qualsiasi altra cosa utile a ridurre lo stress…).
Il Medico Veterinario cui mi rivolgo abitualmente è anche un buon ostetrico, che si rende disponibile qualora io avessi qualsiasi tipo di necessità anche durante la notte.
Alla nascita dei cuccioli e fino ai loro 16-18 giorni, periodo in cui andrebbero cominciate le fasi di svezzamento, mi preoccupo di saggiare le feci per accertare la presenza o l’assenza di parassitosi intestinali, e comunque, insieme al mio clinico, procedo ad una sverminazione della mamma e dei cuccioli, preparando il loro intestino alla “pappa”.
Il sostegno del Veterinario è fondamentale in qualsivoglia tappa vaccinale, qualunque sia il protocollo scelto, tenendo sempre ben presente che, in una mamma regolarmente vaccinata, l’immunità anticorpale trasmessa ai cuccioli attraverso il colostro dura sino a circa il 40° di vita degli stessi.
Pertanto il parere del vostro Veterinario di fiducia è fondamentale nell’improntare un protocollo vaccinale che, nel mio personale caso, comprende dalla Parvovirosi, al Cimurro, all’Epatite, alla Leptospirosi e alla Tosse Canina.
Ancora, Medico Veterinario e ASL di competenza territoriale stanno accanto all’allevatore per quanto attiene alle pratiche di denuncia del soggetto all’anagrafe canina nazionale, regione per regione. È fondamentale, perciò, assicurarsi di poter essere seguiti dal Medico sin dal principio, perché si possa star tranquilli circa la salute dei nostri beniamini, ed evitare di prendere “sotto gamba” la riproduzione del cane.

Debora Teresa Gattuso,
all.to ENCI-FCI EpicMagnaGraecia’s
http://www.magnagraecialabradors.com/